Durante i miei viaggi
ho cercato sempre di
rappresentare la parte meno
visibile della società, quella
che spesso non gode
dell’attenzione dei media
perché rappresenta la
quotidianità, spesso terribile.
In questa “quotidianità” un
ruolo importante è giocato
dalle donne. Con queste foto
ho voluto dare visibilità a
quelle donne che in paesi
diversi dall’Iraq
all’Afghanistan, dall’Algeria
all’Iran sono state e sono le
vittime privilegiate della
guerra e della
discriminazione, basata sulla
strumentalizzazione della
religione. Donne che però
non si sono mai arrese e che
continuano a lottare anche
al prezzo della vita per
il loro riscatto attraverso
l’affermazione dei loro diritti.